IL RICORDO DEL DIRETTORE DI MOLFETTALIVE.IT

Il lavoro, la famiglia, l’Inter e Hrubesch. Se ne va Sergio Sgherza storico commerciante molfettese

Pasquale Caputi
Pasquale Caputi
Sergio Sgherza
"Sergiosghé" era quasi una sigla, una formula magica. Musicale e amichevole. Alle orecchie di chi, nel campo Petrone o nello stadio Paolo Poli, scorrazzava in campo ma distingueva nitidamente il suo vocione energico e motivante.
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I suoi clienti lo ricorderanno per la sua competenza vulcanica, la sua gentilezza affabile e l’esperienza enorme nell’ambito dell’ottica. Gli amanti dello sport continueranno a sorridere al solo pensiero della sua innata e a tratti smisurata passione per il calcio.

Sergio Sgherza, storico commerciante di Molfetta, si é spento nella giornata di oggi a quasi 74 anni di età. Aveva un problema di salute che da qualche tempo ne condizionava la vita. Lo affrontava con ardore ma neanche quella tenacia e quella forza, che sono state la cifre della sua esistenza, sono riuscite a sovvertire la criticità dell’ultimo malore.

Una vita per gli altri e con gli altri, quella di Sergio, e per altri non si intende solo il gruppo di familiari e amici piú intimi, bensì una platea enorme di cuori e sentimenti passati anche solo per un attimo davanti ai suoi occhi.

Sergiosghé era quasi una sigla, una formula magica. Musicale e amichevole. Alle orecchie di chi, nel campo Petrone o nello stadio Paolo Poli, scorrazzava in campo ma distingueva nitidamente il suo vocione energico e motivante. E pure quando era critico, quel rimprovero si scioglieva ben presto nella grandezza di un sorriso.
Sergio aveva la capacità di sorridere con gli occhi e di essere uno zio per tutti. Esordienti, giovanissimi, allievi, juniores o anche giocatori più adulti delle squadre minori, erano piccoli grandi nipoti.

Capitava spesso e mai a caso che per pura passione premiasse i migliori in campo con un paio di occhiali da sole a scelta. Un premio anche ambito, concesso da un tifoso di riconosciuta autorevolezza. Altri occhiali li vendeva nello storico negozio in via Bari, crocevia di richieste, domande, consigli, acquisti. E lui rispondeva presente. Sempre con la partecipazione emotiva di chi avesse davanti non uno sconosciuto ma un amico di vecchia data.

Interista sfegatato, ha esultato fino alla fine per la squadra di sempre. Anche dopo Inter-Juventus, domenica, il suo post trionfante non era mancato.
Assai di frequente, poi, era lui a indossare la maglia. Con gli amici di sempre per una lunga fetta di vita aveva fissato un appuntamento imperdibile: ogni sabato pomeriggio nel campo del Seminario Regionale. Lui, in quei frangenti, era solo Hrubesch, idolo senza tempo e senza età. A volte, da buon centravanti, faceva anche gol, ma quando non accadeva…chi se ne importa. Ciò che contava era divertirsi, non senza il naturale agonismo degli sportivi veri, capace di stemperarsi immancabilmente nella stretta di mano a fine gara. E poi le pagelle, attese, pubblicate sul suo profilo social con la verve di chi adora il calcio e ama soprattutto parlare di pallone.

Oggi lascia una città che gli ha voluto bene e che ha voglia di ricordarlo con l’affetto che meritano le belle persone, abbracciando con calore i figli e il resto della famiglia. Ciao Sergio, ti sia lieve la terra.

martedì 6 Febbraio 2024

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Francesco Saverio de gioia
Francesco Saverio de gioia
2 mesi fa

Ciao Sergio, amico d’infanzia e compagno di tante avventure
RIP
Verino.

Nunzio de Leo
Nunzio de Leo
2 mesi fa

Ciao Sergio mi mancherai

Salvatore
Salvatore
2 mesi fa

Ciao Sergio