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Gianna Sgherza: “La pandemia ci ha insegnato il valore della medicina territoriale”

La Redazione
Gianna Sgherza
Le parole del neo assessore: "Molfetta presto avrà una Casa della Comunità, un tema che mi sta a cuore"
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“Il mio grazie va al sindaco Tommaso Minervini per la fiducia mostrata nei miei confronti con questa nomina che, prometto, non sarà mal riposta e cercherò di ripagare presto con la dedizione che mi caratterizza. Il mio primo incontro istituzionale sarà in Assessorato alla Salute dove non parlerà dei gravi bisogni di salute della comunità di Molfetta. Affronterò un tema che mi sta molto a cuore, quello della futura Casa di Comunità di Molfetta. Un’opera di cui il territorio e i suoi cittadini hanno estremo bisogno. La grande lezione della pandemia è stata quella di aver fatto comprendere a tutti, ove mai ce ne fosse bisogno, l’importanza della medicina territoriale. Ed è proprio da qui che io voglio partire. Sì perché presto Molfetta avrà una Casa di Comunità. Grazie ai fondi del PNRR la struttura sorgerà su un’area di 3500 metri quadrati, adiacente all’attuale ospedale don Tonino Bello, concessa dal Comune all’ asl di Bari in comodato d’uso gratuito.

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La lunga esperienza in ambito sanitario nel pronto soccorso dell’ospedale di Molfetta e i due anni di pandemia appena trascorsi mi hanno convinto ancor di più che rafforzare la rete di sanità territoriale sia la chiave per un’assistenza più efficiente e per una risposta più immediata ai bisogni di salute dei cittadini, anche al di fuori delle realtà ospedaliere. La comunità potrà contare su una struttura nella quale opererà un team multidisciplinare di medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici specialistici, infermieri di comunità e altri professionisti della salute. Una struttura che potrà ospitare anche assistenti sociali rafforzando così il ruolo dei servizi sociali territoriali favorendo una maggiore integrazione con la componente sanitaria assistenziale. Nella casa di comunità i cittadini potranno: consultare il medico di medicina generale, consultare un professionista della salute che li guiderà al meglio verso i servizi attivando i percorsi di salute più adatti, risolvere la gran parte dei bisogni di salute in un unico luogo, gestire le patologie croniche per mezzo di percorsi di cura condivisi e supervisionati. 

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Ogni Casa della Comunità sarà dotata di 10-15 stanze per le visite e i consulti, punti di analisi, servizi diagnostici di base, prevedendo un innovativo sistema di interconnessione dei dati. La dotazione organica sarà di 5 amministrativi, 10 medici di medicina generale e 8 infermieri. Ripartire dal territorio e dai suoi bisogni, perché i cittadini non si sentano mai soli. 

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mercoledì 16 Febbraio 2022

(modifica il 27 Luglio 2022, 16:34)

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